Serve sempre un posto come "l'isola che non C'è", specie per chi sarà ben presto catapultato in una realtà fatta da decisioni difficili,responsabilità..insomma una realtà che rende ben presto adulti!!perciò almeno per ora sfoghiamoci!Peter Pan forever!
sabato 12 settembre 2009
Religione VS Ragione...sono dolori!
Io penso che le tue parole (jackkkkk) possano essere fraintese, le cito così posso commentarle: "Prima inzi a pensare che Dio non sia come te lo raccontano, ma pensi che esista ancora; poi magari ti allontani da tutte le religioni (sarebbe già un buon passo da parte dei religiosi diventare semplicemente “credenti” perchè le religioni non sono neppure scusabili), ma non ce la fai a rinunciare a quell’ultima “sigaretta” al giorno che ti aiutava o che semplicemente era diventata una abitudine… Poi però grazie all’aiuto di ottimi farmaci (la filosofia e l’istruzione in generale) puoi capire che quell’ultima sigaretta non ha per te significato e che vivi bene; forse meglio senza."Ecco, credo che si potrebbero interpretare le tue parole (erroneamente, visto che non credo che tu intendessi quello) come se stessi dicendo: chi crede lo fa solo perchè non ha avuto una giusta istruzione filosofica..Secondo me chi afferma cose del genere sta solo cercando di razionalizzare se stesso con maniere forti; non ti dico che tu credi e che non lo vuoi ammettere ma ti dico che non devi cercareia imporre a te stesso di non cedere a quella che tu reputi una "debolezza": cioè una preghiera, un aiuto o altro.
Inoltre (e qui spazio, quindi non la ritenere una critica rivolta a te)penso che essere cattolici oggi (o credenti in generale-io prendo me come esempio) non sia affatto una cosa piacevole, un endorfina (altro che "religione oppio dei popoli").Vi faccio un esempio: quando succede qualcosa di brutto cos'è più facile? dire che Dio esiste e che c'è una ragione per quello che è successo OPPURE dire che quella è la prova che non esiste, altrimenti impedirebbe tutto ciò che di brutto c'è al mondo.Anche la vecchie argomentazioni fanno acqua da tutte le parti:ad esempio quella per cui per i cattolici è più facile vivere perchè in fondo hanno la certezza che dopo la morte niente finisce e che li aspetta un'eternità. Ma dove?. non è vero: non è facile. Oggi è difficile essere credenti. è difficile essere buoni. é difficile accettare che a volte non siamo noi gli artefici del nostro destino.
Inoltre penso che quando ci va male un esame nessuno dà la colpa al suo Dio, nanche se prima gli aveva chiesto aiuto, neanche se non si meritava di bocciare, sarebbe stupido anche per me.Se sono bocciata probabilmente non ho studiato o mi sono emozionata o non mi sono fatta capire etc ma se dire una preghiera mi aiuta a calmarmi, a non sentirmi sola in quel momento difficile non penso che dovrei stare lì a dirmi: "eleonora, razionalizza per favore, non pregare, sei sola, nessuno ti può sentire e se bocci è solo colpa tua..AH AH AH (la risata malefica ci stava bene".
Insomma non voglio cadere su banali argomentazioni ma, come sapete, non è sempre facile trascrivere nel foglio quello che nella nostra mente è chiaro.
Ovviamente bisogna fare un distinguo tra religione e CHIESA, tra fede e chiesa, tre dio e chiesa...c'è infatti anche chi, quando si parla di religione mi dice che lui non ci crede perchè la chiesa è diventata una S.p.a..che c'entra?(questa la giro al mio ragazzo).
Comunque queste sono le tipiche discussioni da fare il venerdì sera con una birra in mano e la serata si sverna bene..inoltre il botta e risposta è più stimolante!vi ho detto quello che pensavo..chiunque voglia può rispondere accetto volentieri critiche!:-p
mercoledì 9 settembre 2009

facciamo casinooooo...
Sole spento -Timoria
Ci sono giorni in cui mi sveglio spento/E tutto sommato provo a starci dentro/Nella mia stanza aspetto il mio momento/Sono qui, aspetterò/Io, aspetterò/Quando la vita sembra un treno lento/Penso agli amici fuori e muoio dentro/La mia generazione senza vento/Sono qui, aspetterò/Io, aspetterò/Finché arriverà il mio momento/Stammi accanto/Col pensiero tu, tu stammi accanto/Sole spento/Io ti sento con me/Quando sei condannato al pentimento/Stanco di sentir dire “non ho tempo”/Come in un sole in cui sentire freddo/Sono qui, aspetterò/Io, aspetterò/Finché arriverà il mio momento/Stammi accanto/Col pensiero tu, tu stammi accanto/Sole spento/Io ti sento con me/Sono qui, aspetterò/Io, aspetterò/Finché arriverà il mio momento/Stammi accanto/Col pensiero tu, tu stammi accanto/Sole spento/Tu sei dentro di me/

Fb, Facebook, Feisbuc,come lo chiamate,lo chiamate, é polemica!
Ho deciso di raccogliere un po’ di informazioni sul web riguardo Facebook, perché dal momento che non sono iscritta a questo social network, non volevo parlarne per sentito dire, anche se alla fine è quello che faccio in questo post. La prima notizia è presa da “la Nazione”: due ragazze spezzine di 20 anni, entrambe di buona famiglia (la definizione mi fa un po’ ridere mentre la leggo), se le sono date di santa ragione per un uomo e sono finite malconce al pronto soccorso: una addirittura col naso rotto, l’altra invece con un occhio nero. E’ accaduto nella tarda serata di lunedì a San Terenzo.
Altra notizia questa volta dal “Corriere della Sera”: due ragazzine australiane di 10 e 12 anni sono rimaste intrappolate in una fogna e invece di chiamare i soccorsi hanno chiesto aiuto su un social Networking: Facebook. Per fortuna un loro amico era in linea e ha chiamato i soccorsi.
I commenti a questa vicenda sono stati molteplici. C’è chi la definisce una leggenda metropolitana, c’è chi pensa che la vicenda sia la dimostrazione che l’Australia è più evoluta di noi, in quanto le ragazzine hanno trovato un segnale GPRS che arriva anche nelle fogne. Ma la verità quale è? Sembra assurdo anche a me che non sia venuto loro in mente di chiamare i soccorsi, forse sono state prese dal panico o forse siamo arrivati ad un punto in cui nel mondo abbiamo visto tutto e tutto il contrario( bella questa frase, l’ho letta ieri sera nel libro di Faletti “Pochi inutili nascondigli” e non vedevo l’ora di avere occasione per usarla).
Anche qui la questione si fa duplice. Ha sbagliato la ragazza (in ogni caso molto giovane e quindi in parte giustificabile) perché per motivi di privacy non avrebbe dovuto fare commenti di quel genere soprattutto visto che aveva fatto il nome dell’azienda OPPURE ci troviamo di fronte ad una violazione della libertà di espressione?
“su FB si incontrano persone che possono fingersi chi non sono”
“ ma dopo i ragazzi non escono più di casa”
“è pericoloso”
“e poi ti schedano”

Si deve specificare poi che non siamo obbligati ad accettare tutti quelli che ci chiedono amicizia solo perché un amico di un amico ha un amico che ha come amico un amico in comune con te (ihih..:-P), oppure perchè temiamo che il nostro rifiuto alla sua amicizia ci faccia una "cattiva pubblicità".
Inoltre sul sito stesso di Facebook è scritto che oltre alle informazioni immesse dall'utente (nome, indirizzo email, numero di telefono e così via) l'indirizzo IP e le informazioni relative al browser vengono registrate ad ogni accesso. Il nome, i nomi delle reti di cui si fa parte e l'indirizzo e-mail saranno utilizzati per comunicazioni di servizi offerti da Facebook e possono essere messe a disposizione di motori di ricerca di terzi. Inoltre secondo la normativa Facebook si arroga il diritto di trasmettere a terzi le informazioni presenti nel profilo di un utente.
Secondo le condizioni di iscrizione a Facebook, i contenuti pubblicati dagli iscritti (come fotografie, video e commenti) sono proprietà del sito, che è libero di rivenderli e trasmetterli a terzi, e di conservarli anche dopo la cancellazione del profilo degli utenti senza dovere nulla a nessuno.
Per il codice della protezione dei dati personali italiano, l'utente ha comunque il diritto di chiedere informazioni in merito ai dati personali posseduti da terzi, al loro trattamento, di vietarne la pubblicazione, e di rendere definitiva la propria cancellazione dal sito.
Altri problemi sono dovuti alla difficoltà di cancellazione dei propri profili. Inizialmente Facebook consentiva solo di disattivare l'account in modo che non fosse più visibile. Ciò comportava che le informazioni inserite sul sito e nel profilo non fossero effettivamente cancellate. Dal 28 febbraio 2008 è possibile far cancellare permanentemente i propri dati facendone richiesta.
Agendo opportunamente sulle impostazioni del profilo è possibile limitare la diffusione dei dati personali. In particolare nel menù Impostazioni è disponibile la voce Impostazioni sulla privacy, dalla quale sarà possibile agire fino ad un certo punto a livello di:
profilo: controlla chi può visualizzare il tuo profilo e le tue informazioni personali;
ricerca: controlla chi può cercarti e come puoi essere contattato;
notizie e Bacheca: controlla chi può cercarti e come puoi essere contattato;
applicazioni: controlla quali informazioni sono disponibili per le applicazioni che usi su Facebook.
Non esiste un controllo granulare di chi-può-vedere-cosa e salvo rarissimi casi (quali ad esempio l'e-mail personale) l'opzione "nessuno" non è contemplata tra le scelte possibili su chi possa accedere alle informazioni: quasi sempre la scelta possibile è solo tra "amici" e "amici di amici".
Ciononostante la policy ufficiale di Facebook dice, tra le altre cose, abbastanza chiaramente che:
la policy stessa può essere variata in qualsiasi momento senza avvertire di nulla nessuno
l'uso di FB da parte di compagnie o per scopi lavorativi/commerciali non è consentito ("personal use only")
il copyright di ogni cosa pubblicata su facebook dagli utenti, ricade sotto il completo controllo di Facebook
non è garantita la sicurezza delle applicazioni, né quella dei dati né tantomeno la privacy
Ogni informazione fornita a FB come feedback, commento, idea per miglioramento viene considerata da FB come non-confidenziale e diventa di loro proprietà.
Facebook è inoltre soggetto al fenomeno di creazione di falsi profili di personaggi famosi.
Numerosi i casi in Italia di violazione della privacy per la pubblicazione di foto "scomode". Il 14 maggio vengono scoperte foto di pazienti intubati visibili sul sito; l'infermiera che le aveva pubblicate non si era accorta che fossero alla portata di tutti.
Un altro caso di violazione della privacy su Facebook è quello di una ragazza napoletana, che a causa del social network è stata lasciata dal fidanzato per alcune foto non gradite, pubblicate sul profilo di un conoscente. La giovane ha deciso di fare causa a Facebook.
Ecco per ora queste sono le cose che ho approfondito qua e là, per ulteriori approfondimenti ci aggiorniamo più avanti quando avrò (forse) fatto l'iscrizione a Facebook.
Ha una faccia simpatica per essere un uomo da 15 bilioni di dollari...
sabato 29 agosto 2009
sabato 1 agosto 2009
GLI ITALIANI E L'INGLESE..RISATE GRASSE!

Remember those walls I built
lunedì 27 luglio 2009
Terapia del dolore: più facile accedere alle cure
Per spiegarvi in cosa consista vi incollo direttamente la spiegazione che ho trovato su wikipedia, che mi sembra semplice e compresiva allo stesso tempo.
Per terapia del dolore si intende l'approccio terapeutico al trattamento
del dolore.
Il dolore rende spesso il soggetto inabile sia da un punto di vista fisico che emotivo. Il dolore acuto, relativo ad un trauma, è spesso reversibile naturalmente. Il dolore cronico, invece, generalmente è causato da condizioni difficili da diagnosticare e trattare, e può occorrere molto tempo perché possa scomparire. Talvolta i neurotrasmettitori continuano a trasmettere
la sensazione del dolore anche quando la causa scatenante del dolore non esiste
più. Per questo motivo il dolore viene trattato separatamente, come se fosse una
"patologia a sé stante".
Il trattamento include mezzi farmacologici (analgesici, narcotici, antidepressivi, droghe) e misure non farmacologiche (esercizio fisico, applicazione di ghiaccio o calore).
I medici che si occupano di terapia del dolore sono generalmente gli anestesisti ed i neurologi,
ed in alcuni casi gli oncologi ed i chirurghi. La terapia analgesica viene abitualmente applicata in contesti molto meno grevi e gravi ma con altro significato, come mal di denti, mal di testa, dolori mestruali.
La terapia del dolore è utilizzata soprattutto durante le ultime fasi di una malattia terminale.
L'aumento delle dosi si rende necessario via via che è più acuto il dolore da vincere, oppure quando l'assuefazione durante l'uso di oppioidi ne riduce l'effetto antidolorifico, e costringe quindi a somministrarne dosi più alte per riottenere gli stessi effetti, con il rischio di creare una dipendenza fisica e psicologica.
Quantità di oppiodi (soprattutto morfina) al di sopra di una certa dose possono provocare la morte del paziente, mentre una loro assenza lo sottopone a provanti sofferenze. Non vi sono antidolorofici somministrabili in dosi illimitate: per ogni farmaco, del resto, esiste una
concentrazione nell'organismo oltre la quale muore qualunque individuo, e talora
un limite più basso, che dipende dalla persona, non sempre noto con precisione.
Se un paziente muore per un dosaggio eccessivo, il medico può essere incriminato per omicidio colposo. L'errore potrebbe essere assimilato ad un tentativo consapevole di provocare la morte del paziente, ovvero un caso di eutanasia, con delle ulteriori aggravanti.
Ancora oggi in Italia è difficile accedere ai farmaci per combattere il dolore.Queste difficoltà ci pongono agli ultimi posti in Europa per le prescrizioni dei farmaci oppiacei che servono a combattere il dolore e le sofferenze, cui sono costretti milioni di italiani colpiti da gravi malattie
come il cancro, ma anche da patologie croniche e invalidanti o comunque da gravi traumi, etc.Una delle cause che rendono difficile l'accesso alla terapia del dolore è l'obbligo, previsto dal Testo unico degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope di cui al DPR 309 del 1990, di utilizzo di un ricettario speciale per la prescrizione di medicinali analgesici oppiacei per un gran numero di
preparazioni medicinali contenenti antidolorifici.In attesa di una revisione del Testo unico, il Viceministro Prof. Ferruccio Fazio, sentito il parere del Consiglio Superiore di Sanità, ha emanato oggi un'Ordinanza che iscrive temporaneamente alcune composizioni medicinali nella tabella II sezione D del Testo unico. L'Ordinanza del 16 giugno 2009 entra in vigore il giorno della
pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e rimane vigente fino all'entrata in vigore delle disposizioni di revisione del Testo unico o comunque non oltre i dodici mesi.Nell'Ordinanza stessa viene ribadita la necessità di una revisione sistematica del Testo unico.L'iscrizione delle composizioni in Tabella II sezione D rende più semplice la prescrizione di alcuni farmaci oppiacei,
consentendo al medico di utilizzare il ricettario normale anziché quello speciale ed eliminando così le difficoltà burocratiche che spesso scoraggiano tali prescrizioni.Le composizioni medicinali, per le quali viene temporaneamente adottata la ricetta semplice, sono tutte composizioni ad uso diverso da quello parenterale, utilizzate nella terapia del dolore severo di qualsiasi origine.
Sono esclusi i medicinali indicati nella terapia della disassuefazione degli stati di tossicodipendenza.Le composizioni temporaneamente iscritte nella sezione D della Tabella II sono:
- composizioni per somministrazioni ad uso diverso da quello parenterale contenenti codeina e diidrocodeina in quantità, espressa in base anidra, superiore a 10 mg per unità di somministrazione o in quantità percentuale, espressa in base anidra, superiore all'1% p/v
(peso/volume) della soluzione multidose; - composizioni per somministrazione rettale contenenti codeina, diidrocodeina e loro sali in quantità, espressa in base anidra, superiore a 20 mg per unità di somministrazione;
- composizioni per somministrazioni ad uso diverso da quello parenterale contenenti fentanyl, idrocodone, idromorfone, morfina, ossicidone e ossimorfone;
- composizioni per somministrazioni ad uso transdermico contenenti buprenorfina.
In precedenza erano state introdotte limitate modifiche alle tabelle delle sostanze stupefacenti e
psicotrope relative ad alcune preparazioni contenenti codeina o ossicodone.
Ministerosalute.it / 16 giugno 2009
é possibile che questi articoli che vi ho riportato non vi diano spunti di riflessione oppure che ve ne diano fin troppi.
